San Briccio, «cure» mirate con i giovani restauratori

Citazione da L’Arena del 26-07-2014
LAVAGNO. Anche oggi i volontari all’opera per il recupero del forte
San Briccio, «cure» mirate con i giovani restauratoriscansione0001-300x199 Al Forte di San Briccio si lavora ancora prima delle ferie d’agosto. L’appuntamento è per la mattinata odierna, con l’intenzione di ultimare alcuni lavori già iniziati. E’ contenta la presidente Maria Grazia Belli per quanto l’associazione «All’ombra del forte» ha realizzato finora: «Abbiamo disboscato il sentiero di guardia attorno al forte, il vallo, la piazza d’armi e le terrazze. Abbiamo curato la pulizia delle stanze e dei corridoi esterni. Il forte ha veramente cambiato aspetto». Un altro punto d’orgoglio per la presidente è rappresentato dal recupero ambientale e degli oggetti legati al mondo agricolo che arricchivano nel passato il Museo della vita contadina, a suo tempo entrato nel circuito veneto delle visite guidate. Grazie all’entusiasmo e al lavoro di un gruppo di giovani volontari competenti in materia, il lavoro è già iniziato. Camilla Aschieri, tecnico collaboratore nel restauro, Jessica Givanni e Margherita Formisano, laureate in restauro all’Accademia Cignaroli di Verona, si interessano dei materiali lapidei, del legno e dei dipinti realizzati su tela. Enrico Bellotti,che si occupa già di restauro edile nella ditta in cui svolge la propria attività, mette a disposizione dell’associazione la propria specializzazione. Con loro Alessandra Sponda, laureata in architettura, intende occuparsi dell’organizzazione degli ambienti e degli spazi che ospiteranno il rinato Museo della vita contadina assieme a quello (purtroppo solo virtuale perché il materiale rinvenuto non è più a disposizione del forte) che sarà dedicato ai reperti archeologici recuperati sul colle di San Briccio. In questo caso ha manifestato la propria disponibilità a collaborare con l’associazione anche la professoressa Giuliana Borghesani, insegnante nella scuola media di Lavagno ed esperta di archeologia. G.C.

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Lepia ricomincia dall’ipermercato

25_26_are_f1_472_1_resize_597_334-300x168Citazione da L’Arena del 23-07-2014.
La zona industriale-artigianale di Lepia, a Vago, lungo la strada Porcilana,si rivitalizza da oggi con l’apertura dell’ipermercato Tosano. Così anche il Comune di Lavagno torna ad avere un punto della grande distribuzione sul proprio territorio dopo la fugace esistenza del megastore Casamercato, le cui strutture edilizie rimangono a tutt’oggi inutilizzate.
Nessuna apertura solenne, però, per il nuovo grande punto vendita. Solo un incontro tra i proprietari, la famiglia di Anerio Tosano, le autorità comunali, quelle religiose di Vago e i nuovi dipendenti nel tardo pomeriggio di oggi. Domani l’ipermercato, che ha una superficie di 6mila metri in uno stabile costruito ex novo e costato complessivamente 50 milioni di euro, sarà pronto ad accogliere i suoi clienti.
L’obiettivo è quello, più volte dichiarato dai proprietari Tosano, di essere presenti anche nell’Est veronese senza, però, trovarsi troppo lontani dalla loro sede principale di Cerea.
I supermercati Tosano, già aperti a San Pietro di Legnago, Bovolone, Montecchio, Cornedo e Cassola (questi ultimi tre nel vicentino), Curtatone e Castiglione (nel mantovano) vendono, infatti, solo alimentari puntando molto sui prodotti freschi. La limitata lontananza rispetto al centro di Cerea permette di tenere bassi i costi di trasporto. Così diviene possibile coniugare più facilmente qualità e prezzo. Una caratteristica quest’ultima che ha contribuito a determinare la fortuna della Tosano, un’azienda a gestione familiare visto che con il presidente e fondatore Anerio viene seguito solo dai membri della sua famiglia: la moglie e i due figli. Il gruppo Tosano conta 1.200 dipendenti, a cui si aggiungono ora i nuovi 150 presenti a Vago. Il fatturato 2014 dovrebbe attestarsi sui 450 milioni di euro, «Accolgo con grande soddisfazione», dichiara Simone Albi, sindaco di Lavagno, «l’apertura del nuovo Iper Tosano e non posso che augurargli grande successo. Come già ribadito, sono convinto che ciò possa rappresentare un’occasione di rilancio per la zona di Lepia».G.C.

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ANTICIPAZIONI ATTIVITA’ UNIVERSITA’ POPOLARE

Brevi riflessioni sul genocidio delle popolazioni americane

cid_2037320298A ottobre riprenderanno le lezioni dell’Università Popolare di Lavagno. Come vuole la tradizione, sarà la Storia ad inaugurare l’anno accademico 2014-’15.
Quest’anno il dott. Maurizio Zanoli della Cassa Rurale ed Artigiana di Vestenanova si soffermerà su un tema spesso dimenticato o volutamente poco trattato dalla storiografia in genere: lo sterminio dei popoli nativi delle Americhe.
A partire dalla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492 sino alla fine del 1800, le popolazioni native di tutto il continente americano subirono un vero e proprio genocidio da parte di Spagnoli, Portoghesi, Inglesi e infine Americani. La lezione porrà in luce le cause e gli effetti di questo genocidio, toccando vari aspetti della questione che è molto complessa.
L’impresa di Colombo fu l’inizio della fine per milioni di nativi americani che dal Nord America al Perù vivevano in pace tra loro con le loro tradizioni religiose, culturali e economiche.
Un tornado di estrema violenza, razzismo, odio etnico e sangue si abbatté su di essi.
L’O.N.U. ha definito genocidio ” gli atti commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, sociale o religioso”.
Questo è ciò che è accaduto nel continente americano per mano di uomini di origine europea che erano convinti di essere ispirati da Dio nella loro opera di conquista e civilizzazione dei popoli di quelle terre.
Riflettere su ciò che è accaduto è un nostro dovere morale.

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UN INCONTRO CARICO DI STORIA …. CLASSE 1949 (ed altri…, strada facendo)

Un entusiasmante remember to your è stato quello cui hanno partecipato lo scorso 13 giugno presso Corte Forziello (Illasi) gli ex alunni della Quinta Elementare – anno scolastico 1959/1960 – della Scuola Elementare di Lavagno. Un meeting with generazionale di persone adulte che desideravano rivivere importanti momenti di vita con il proprio Maestro: Remigio Tagliaro,  classe 1919 – indimenticabile maestro di scuola elementare che in quel di Lavagno ha tracciato per un decennio gli indirizzi didattici di varie scolaresche – ha incontrato i suoi “vecchi” (a pieno titolo!) scolari condividendo con loro ricordi e sentimenti: E’ stato un susseguirsi continuo di scambi culturali e di esperienze di vita dove da una parte un buon numero di scolari assaporavano compiaciuti la magia del reciproco incontro e dall’altra un “aitante” maestro ultranovantenne impartiva ancora una volta una lezione di storia vissuta, non mancando di dispensare – come sta nel suo stile – consigli e idee, rammentando e mettendo in evidenza pregi e carenze di ciascuno … Consigli che, fin da bambini, hanno contribuito caratterialmente a formare lo “spirito di classe” che da sempre contraddistingue gli scolari (women and men) del ’49 (compreso recuperi vari, strada facendo)  e li tiene uniti anche se sparsi  in realtà ed luoghi diversi.

Va quindi dato onore e plauso agli insegnamenti pedagogico-scolastici del Maestro Tagliaro, che con gratitudine condivisa  da tutti, anche da coloro che non hanno potuto partecipare,  si ritiene doveroso riconoscere sia perché le sue lezioni erano a suo tempo innovative rispetto agli schemi postbellici fondanti ancora nella riforma Gentile sia perché è stato propugnatore di quelle discipline che la prof. Montessori ha poi travasato nella scuola italiana: la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Da un corretto uso della libertà emerge la disciplina, cosicché un bambino disciplinato è capace di orientare la propria volontà al raggiungimento di un fine, ponendo a confronto le caratteristiche dell’ambiente circostante e facendole proprie, crescendo per mezzo di esse, in modo naturale e spontaneo.

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